Venerdì sera Tommaso, diciannove anni, era alla festa di compleanno del suo amico Marco, in un quartiere dall'altra parte di Bologna. La festa era bellissima: c'erano musica, pizza e tanta gente. Tommaso ha ballato, ha chiacchierato e ha completamente perso la cognizione del tempo.
A mezzanotte e un quarto ha guardato il telefono. L'ultimo autobus partiva a mezzanotte e venti! Ha salutato tutti in fretta ed è corso alla fermata. Troppo tardi: ha visto le luci dell'autobus sparire in fondo alla strada.
Tommaso era nei guai. Non aveva abbastanza soldi per un taxi e non voleva svegliare i suoi genitori. A piedi ci voleva un'ora e mezza per tornare a casa. Ha pensato di tornare alla festa, ma si vergognava un po'.
Allora ha mandato un messaggio a Marco. Dopo cinque minuti Marco è arrivato alla fermata. «Dormi da me, c'è il divano.» Tommaso ha accettato volentieri.
Sono tornati alla festa e Tommaso ha dormito sul divano del soggiorno, in mezzo ai palloncini. La mattina dopo ha aiutato Marco a mettere in ordine e poi ha preso il primo autobus della giornata. Da quella notte, quando esce la sera, mette sempre una sveglia sul telefono.