Era domenica mattina, alle otto, a Trieste. Giorgia si è svegliata presto e ha deciso di comprare le brioche per la colazione. È uscita in pigiama, con una felpa sopra e le ciabatte. Il bar era all'angolo, a due minuti.
Quando è tornata con il sacchetto delle brioche, ha messo la mano in tasca. Niente. Nell'altra tasca: niente. Le chiavi erano rimaste dentro, sul tavolo della cucina. E la porta si era chiusa da sola dietro di lei.
Il marito era in viaggio di lavoro fino a lunedì. Giorgia non aveva nemmeno il telefono. Si è seduta sulle scale, ha mangiato una brioche e ha pensato. Poi ha suonato alla vicina, la signora Nives, che le ha prestato il telefono.
Ha chiamato un fabbro. «Di domenica costa centocinquanta euro solo per venire», ha detto l'uomo. Giorgia ha accettato: non aveva scelta. Mentre aspettava, la signora Nives le ha offerto un caffè e un paio di calze calde.
Il fabbro è arrivato dopo un'ora e ha aperto la porta in tre minuti, senza romperla. Giorgia ha pagato e ha ringraziato la vicina.
Il giorno dopo ha fatto una copia delle chiavi e l'ha data alla signora Nives. «Così la prossima volta la colazione costa meno», ha detto ridendo.