La sorella di Federica, Elena, vive a Berlino da tre anni. A novembre Elena ha avuto un bambino, e Federica non poteva partire subito perché aveva troppo lavoro. Allora ha deciso di mandarle un pacco per la nascita.
Per una settimana ha preparato tutto con cura: una tutina fatta dalla mamma, un piccolo orso di peluche, un libro di ninne nanne in italiano e, naturalmente, un panettone e due barattoli di sugo fatto in casa. «In Germania il sugo non è come il nostro», diceva sempre Elena.
Il venerdì Federica è andata all'ufficio postale di Ancona. L'impiegato ha pesato il pacco: quattro chili e trecento grammi. «I barattoli di vetro sono pericolosi. Li ha avvolti bene?» ha chiesto. Federica aveva usato tanta carta di giornale. L'impiegato ha messo anche un'etichetta con la scritta «Fragile».
Ha scelto la spedizione con tracciamento, che costava trentanove euro. Ogni giorno controllava sul telefono dove era il pacco: Bologna, Milano, Monaco di Baviera, Berlino.
Dopo sei giorni Elena le ha mandato una foto: il bambino dormiva vicino all'orso di peluche. E i barattoli erano arrivati interi!