Per tutto l'inverno Paolo non era andato dal parrucchiere. Aveva sempre una scusa: troppo lavoro, troppo freddo, troppo pigro. A marzo i suoi capelli erano così lunghi che i suoi nipoti lo chiamavano «il leone».
Un sabato sua moglie ha preso un appuntamento per lui, senza chiedere. «Alle dieci, da Tonino. Niente scuse», ha detto.
Il negozio di Tonino era piccolo e vecchio, con le poltrone di pelle e le foto di calciatori famosi sulle pareti. Tonino aveva sessantacinque anni e faceva il barbiere da quando ne aveva quattordici. Mentre lavorava, parlava di calcio, di politica e del tempo.
«Come li tagliamo?» ha chiesto.
«Corti, ma non troppo. Ai lati un po' più corti.»
Tonino ha lavorato con le forbici per mezz'ora, poi ha usato il rasoio per la barba. Alla fine ha messo un po' di profumo e ha dato a Paolo uno specchio. Paolo non si riconosceva: sembrava dieci anni più giovane!
Ha pagato diciotto euro e ha lasciato due euro di mancia. Quando è tornato a casa, sua moglie ha sorriso: «Finalmente vedo di nuovo la tua faccia.»