L'estate scorsa Sofia, diciassette anni, ha trovato il suo primo lavoretto: commessa in una gelateria sul lungomare di Rimini. Voleva guadagnare soldi per prendere la patente.
Il primo giorno il titolare, Davide, le ha spiegato tutto. C'erano trentadue gusti: crema, cioccolato, fragola, ma anche la piadina al gelato, la specialità della casa. Sofia doveva servire i clienti, fare gli scontrini e pulire il bancone. Ha imparato a fare palline belle e rotonde con la spatola. All'inizio le sue palline erano troppo grandi e Davide ha scherzato: «Così vado in fallimento!»
Il lavoro era faticoso. Sofia lavorava dalle due del pomeriggio alle dieci di sera, cinque giorni alla settimana. Nei giorni di sole la coda arrivava fino in fondo alla strada. Stava in piedi otto ore e la sera aveva male ai piedi e al braccio destro.
Ma c'erano anche bei momenti. Parlava inglese e tedesco con i turisti, ha fatto amicizia con i ragazzi degli altri chioschi e i bambini erano spesso molto divertenti. Un bambino ci ha messo dieci minuti a scegliere il gusto, e poi ha preso crema.
A fine agosto Sofia aveva guadagnato milleottocento euro. Si è iscritta all'autoscuola. E ha un nuovo problema: non riesce più a mangiare il gelato!