Marta è polacca. Da un mese abita a Bologna, perché lavora per un'azienda di software. Adesso deve chiedere la residenza al comune.
Prima prende un appuntamento online. Il giorno dell'appuntamento va all'ufficio anagrafe con il passaporto, il contratto di lavoro e il contratto d'affitto.
All'ufficio aspetta il suo numero. Quando tocca a lei, l'impiegata le dà un modulo. Marta deve scrivere il nome, la data di nascita, la nazionalità e il nuovo indirizzo. Alcune parole sono difficili, ma l'impiegata è paziente e spiega tutto.
«Bene. Nei prossimi giorni passa un vigile a casa sua per un controllo. Deve essere a casa o scrivere il suo nome sul campanello», dice l'impiegata.
Dopo due settimane arriva una mail: la residenza è confermata. Ora Marta può avere anche la carta d'identità italiana.